NEL TEMPO ANADIOMENE DEL DESIDERIO. UN PERCORSO ETICO/ESTETICO DI IMMAGINI E MEMORIE

Il contributo intende proporre un percorso attraverso il fecondo intreccio tra il tempo psichico – che connota, tra le altre, la dimensione umana del desiderio – e la temporalità in atto nelle immagini, in quanto organismi antropologicamente complessi, in cui la memoria culturale si con-fonde con la proiezione etico-desiderativa. Il tema del desiderio, rivalutato da recenti riflessioni psicoanalitiche in tutta la sua enigmaticità, è chiave elettiva per la singolarità del soggetto destituito dell’immagine unitaria del sé e posto di fronte all’assenza che lo eccede, alla mancanza di un oggetto desiderato, per altro da sempre perduto e che pur tuttavia non ristagna melanconicamente grazie alla sua forza generativa. Il tempo psichico è così determinato da ritornanze fantasmali, da ritorni insepolti, da cadute (sintomi) di significato e risignificazioni après-coup degli eventi. Proprio alla luce del legame osmotico tra scarto e necessità, singolare e universale, il contributo estende le ritornanze fantasmali e le sovrapposizioni temporali al tempo storico, per riconsiderare in senso benjaminiano gli “stracci” della storia, gli scarti ovvero ciò che resiste alla universalizzazione, che suppone alterità e, in quanto tale, implica dialettica del desiderio.

Daniela Barcella è docente presso il Liceo scientifico E. Amaldi di Alzano Lombardo. Dopo la laurea in Scienze umanistiche, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso la scuola di dottorato in Culture umanistiche e visive dell’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa di studi visuali connessi, in prospettiva interdisciplinare, agli studi psicoanalitici, filosofici, letterari e dell’immaginario. Ha pubblicato Sintomi, strappi, anacronismi. Il potere delle immagini secondo Georges Didi-Huberman, (Punctum, 2012). Tra i saggi: Frammenti di immagini, frammenti di ricordi. Un viaggio nelle risposte artistiche all’11 settembre 2001, Elephant&Castle, n. Lab, 2011; Nell’ombra liquida della memoria. Attraverso l’opera di Christian Boltanski, Elephant&Castle, n. 5, 2012.

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