MANIPOLAZIONI TEMPORALI NEL TEATRO DI DONIZETTI

L’opera in musica è genere teatrale che prevede intrinsecamente l’alternanza fra momenti nei quali l’azione esteriore procede e momenti volti a esprimere il portato interiore del personaggio. I primi danno la sensazione di uno scorrimento temporale pararealistico, i secondi di una dilatazione temporale (ciò che nella realtà dura pochi istanti verrebbe esteso fino a occupare vari minuti di musica). Questo almeno è stato il punto di partenza nei primi studi dedicati alla funzione del tempo nella drammaturgia musicale. Oggi tale posizione è in parte superata, in virtù di nuovi approcci metodologici. Fra gli aspetti più interessanti emersi negli ultimi anni vi è l’individuazione del trattamento temporale come fenomeno utile a caratterizzare gli orientamenti drammaturgici delle diverse epoche e dei diversi compositori. Nel melodramma italiano romantico il tempo agisce direttamente sui personaggi e sulla vicenda. Da questo punto di vista la produzione di Donizetti costituisce uno degli esiti più avanzati. Nelle sue opere troviamo in abbondanza orologi che battono, campane che rintoccano, cannoni che sparano a salve, sempre in coincidenza di situazioni cruciali del dramma. Ma l’aspetto più interessante è forse dato dal fatto che il compositore attraverso la musica è in grado di generare nello spettatore una percezione accelerata, rallentata, o realistica del flusso temporale a seconda delle necessità drammatiche. L’incontro sarà volto a esplorare quest’aspetto attraverso l’ascolto e la descrizione di alcune scene tratte da opere del musicista bergamasco.

Federico Fornoni si è laureato e ha conseguito il dottorato di ricerca in Musicologia all’Università di Pavia (sede di Cremona). Già assegnista di ricerca nell’Università di Berna, docente nei Conservatori di Bergamo e Taranto, cultore della materia (Drammaturgia musicale) nell’Università di Pavia, attualmente insegna Storia della musica nel Conservatorio di Potenza. Collaboratore della Fondazione Donizetti dal 2003, nel 2014 gli è stato assegnato il Premio Puccini dal Centro studi Giacomo Puccini di Lucca.

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